Diversificare il portafoglio investendo nell'economia reale italiana

In un contesto caratterizzato dall'allungamento dell'aspettativa di vita, dalla necessità di pianificare il patrimonio su orizzonti temporali sempre più estesi e dalla continua evoluzione dei mercati finanziari, costruire un portafoglio diversificato è sempre più importante.

Ecco perché accanto all'esposizione ai grandi mercati internazionali, molti investitori ricercano opportunità capaci di ampliare le fonti di rendimento potenziali attraverso specifiche aree geografiche o segmenti dell'economia.

In questo senso, i Piani Individuali di Risparmio (PIR), che sono forme di investimento di medio-lungo periodo introdotte per favorire l’afflusso di capitali verso le imprese italiane ed europee con stabile organizzazione in Italia, possono offrire la possibilità di partecipare alla crescita delle eccellenze dell’economia italiana e di ottenere anche benefici fiscali se mantenuti per cinque anni.

 

Sommario

  • Perché investire in Italia oggi
  • Perché farlo attraverso i PIR
  • Come funzionano i PIR
  • PIR tradizionali e PIR alternativi
  • Come investire in un PIR in 3 passi
  • Domande frequenti sui PIR
  • Le soluzioni PIR di Eurizon

 

Perché investire in Italia oggi

L'economia italiana continua a mostrare segnali di resilienza anche in un contesto internazionale caratterizzato da incertezza geopolitica e volatilità dei mercati. Secondo le analisi e le prospettive elaborate da Istat1, la crescita dovrebbe continuare a essere sostenuta dalla domanda interna e dagli investimenti.

Tra i fattori che sostengono l'economia italiana figurano gli investimenti in innovazione, digitalizzazione e infrastrutture, insieme a un mercato del lavoro che continua a mostrare condizioni favorevoli. Consumi e domanda interna rappresentano così un importante motore per la crescita del Paese, al pari di un tessuto imprenditoriale ampio e diversificato, che continua a distinguersi per capacità di adattamento e vocazione internazionale.

In questo scenario, l'Italia può rappresentare per gli investitori un'interessante opportunità di diversificazione geografica, grazie a un tessuto imprenditoriale ampio e diversificato, caratterizzato da numerose aziende specializzate in produzioni ad alto valore aggiunto e con una forte vocazione all'internazionalizzazione. A questo si aggiunge la presenza, in alcuni comparti del mercato italiano, di opportunità che possono risultare interessanti in termini di valutazioni, soprattutto tra le società di minori dimensioni.

 

Perché investire in Italia attraverso i PIR

I PIR possono rappresentare una freccia in più nella propria faretra in uno scenario in cui sfide strutturali come l'allungamento dell'aspettativa di vita e un nuovo approccio alla pianificazione finanziaria rendono sempre più rilevante l'adozione di soluzioni orientate al medio-lungo periodo. Inoltre, permettono di diversificare il portafoglio attraverso l'economia italiana in un contesto in cui molti investitori risultano fortemente esposti ai principali mercati internazionali, in particolare a quello statunitense, e ai grandi trend che hanno guidato la crescita degli ultimi anni, come la tecnologia.

Offrendo la possibilità di accedere a realtà imprenditoriali meno rappresentate nei principali indici globali, in particolare alle piccole e medie imprese (PMI) che costituiscono la spina dorsale del sistema produttivo italiano e rappresentano eccellenze riconosciute nei rispettivi settori, i PIR permettono di:

  • Avere un orizzonte coerente con le sfide di lungo termine

    Considerando la longevity e la crescente attenzione alla pianificazione finanziaria.

  • Diversificare oltre i mercati globali

    Ampliando le fonti potenziali di rendimento e diversificazione del portafoglio.

  • Favorire e partecipare alla crescita dell’economia reale

    Investendo in imprese italiane ed europee con stabile organizzazione in Italia.

  • Beneficiare delle agevolazioni fiscali previste dalla normativa

    Mantenendo l'investimento per il periodo richiesto (5 anni).

 

Come funzionano i PIR

I Piani Individuali di Risparmio (PIR) sono stati introdotti per favorire l'investimento di medio-lungo periodo nelle imprese italiane ed europee con stabile organizzazione in Italia, creando un collegamento tra il risparmio delle famiglie e il sistema produttivo del Paese.

Per beneficiare delle agevolazioni previste dalla normativa, i PIR devono rispettare specifici requisiti di composizione del portafoglio e di durata dell'investimento. Una quota significativa del patrimonio viene infatti destinata a strumenti finanziari emessi da imprese italiane o europee con stabile organizzazione in Italia.

In particolare, almeno il 70% del valore complessivo del piano deve essere investito in strumenti finanziari che rispettano i requisiti previsti dalla normativa per la tipologia di PIR scelta (PIR tradizionali o PIR alternativi). Il restante 30% può essere investito con maggiore flessibilità, nel rispetto degli ulteriori vincoli applicabili. La disciplina prevede inoltre limiti di concentrazione e soglie di investimento finalizzati a garantire un'adeguata diversificazione e a preservare la finalità originaria dello strumento. Se mantenuti per cinque anni, i PIR consentono di beneficiare dell’esenzione dalle imposte sugli eventuali redditi finanziari e dall’imposta di successione.

 

PIR tradizionali e PIR alternativi

Come accennato, esistono due tipologie di PIR: i PIR tradizionali e i PIR alternativi. Pur condividendo lo stesso obiettivo, ovvero favorire l'economia reale italiana, si differenziano per limiti di investimento, universo investibile e tipologia di strumenti finanziari. Restano invece invariati i benefici fiscali previsti dalla normativa.

Caratteristica PIR Tradizionali PIR Alternativi
Destinatari Principalmente investitori retail Investitori con maggiore capacità patrimoniale e orizzonti più lunghi
Universo investibile 70% strumenti finanziari emessi da imprese italiane o europee con stabile organizzazione in Italia. 70% strumenti finanziari, equity e/o debito, emessi da imprese con stabile organizzazione in Italia non incluse negli indici FTSE MIB e FTSE Mid Cap o equivalenti. Anche ELTIF e fondi chiusi
Liquidabilità degli strumenti in portafoglio Maggiore liquidabilità, grazie all’esposizione prevalente a strumenti finanziari negoziati su mercati liquidi. Liquidabilità più contenuta, per la presenza di investimenti meno liquidi che possono richiedere tempi più lunghi per essere smobilizzati.
Limite di concentrazione in strumenti della stessa impresa 10% 20%
Investimento massimo annuo 40.000 € 300.000 €
Investimento massimo complessivo 200.000 € 1.500.000 €
Periodo detenzione minimo per le agevolazioni fiscali 5 anni 5 anni

 

Per i dettagli sui requisiti previsti dalla normativa visita la pagina dedicata agli strumenti per favorire l’economia reale.

 

Come investire in un PIR in 3 passi

1. Scegli il tuo fondo

 Seleziona la soluzione PIR Eurizon più adatta ai tuoi obiettivi e al tuo profilo di rischio. Nei PIR tradizionali puoi investire fino a 40.000 euro all'anno e fino a 200.000 euro complessivi.

2. Mantieni l'investimento per almeno 5 anni

 Lascia maturare il tuo investimento nel medio-lungo periodo per accedere alle agevolazioni previste dalla normativa.

3. Beneficia delle agevolazioni fiscali dei PIR

Non paghi il 26% di imposta sulle plusvalenze realizzate (o il 12,5% per la quota riferibile ai titoli di Stato) e non si applica l'imposta di successione.

 

Domande frequenti sui PIR

Cosa sono i PIR?

I Piani Individuali di Risparmio sono forme di investimento di medio-lungo periodo introdotte per favorire l’afflusso di capitali verso le imprese italiane ed europee con stabile organizzazione in Italia. Se mantenuti per almeno cinque anni, consentono di beneficiare di specifiche agevolazioni fiscali.

Chi può sottoscrivere un PIR?

I PIR possono essere sottoscritti dalle persone fisiche fiscalmente residenti in Italia, al di fuori dell’esercizio di un’attività d’impresa, nel rispetto delle condizioni previste dalla normativa.

Quali sono i vantaggi fiscali dei PIR?

Se il PIR rispetta i requisiti previsti dalla normativa e l’investimento è mantenuto per almeno 5 anni, i rendimenti generati dagli investimenti detenuti nel PIR possono beneficiare dell’esenzione dalla tassazione sui redditi di natura finanziaria. Il patrimonio detenuto nel piano è inoltre escluso dall’imposta di successione.

Cosa succede se disinvesto prima di cinque anni?

In caso di disinvestimento prima del periodo minimo di cinque anni, vengono meno le agevolazioni fiscali relative all’investimento ceduto, salvo i casi e le modalità di reinvestimento previsti dalla normativa.

 

Investire nei PIR con Eurizon

I PIR possono rappresentare una soluzione per chi desidera investire nel lungo periodo, diversificare il portafoglio attraverso un'esposizione dedicata all'economia italiana e beneficiare delle agevolazioni fiscali previste dalla normativa.

A supporto di queste strategie, Eurizon può contare su un team di gestione strutturato ed esperto del mercato azionario italiano, con competenze distintive nell'universo delle piccole e medie imprese. Il team è composto da 8 professionisti di lunga esperienza nell'analisi e nella gestione dei portafogli e conta oltre 3,5 miliardi di euro di masse in gestione2.
Questo consente di affiancare all'analisi finanziaria una conoscenza diretta delle imprese e dei settori di riferimento, elemento particolarmente rilevante in un segmento di mercato caratterizzato da una forte eterogeneità.

 

 

 

Scopri le soluzioni PIR di Eurizon in focus 

Tipologia Soluzioni

Prevalenza obbligazionaria

Eurizon PIR Obbligazionario Classe PIR
Eurizon PIR Italia Obbligazioni Classe PIR
Eurizon Progetto Italia 20 Classe PIR

Equilibrio tra crescita e contenimento della volatilità

Eurizon PIR Italia 30 Classe PIR
Eurizon Progetto Italia 40 Classe PIR
Eurizon Progetto Italia 70 Classe PIR

Maggiore esposizione azionaria e orizzonte di lungo periodo

Eurizon PIR Italia Azioni Classe PIR


Se non trovi la proposta PIR adatta alle tue esigenze, contatta i nostri team commerciali


1
Fonte: Istat, “Nota sull’andamento e prospettive dell’economia italiana - Anni 2026-2027”, pubblicata il 5 giugno 2026
2 Fonte: Elaborazioni interne Eurizon, dati al 30/09/2026



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