In questo articolo parleremo di:

  • perché oggi rivalutare l’investimento in Cina e nei mercati asiatici ex‑China;
  • quali sono i principali driver macroeconomici e strutturali che sostengono queste aree;
  • le opportunità offerte dal mercato azionario cinese;
  • il ruolo del mercato obbligazionario cinese come strumento di diversificazione e bilanciamento del portafoglio;
  • le caratteristiche e le opportunità dei mercati asiatici ex‑China;
  • i vantaggi possibili dell’integrazione di Cina e mercati asiatici ex‑China in un portafoglio diversificato;
  • i principali rischi da considerare e l’importanza di un approccio di investimento selettivo.

Negli ultimi anni, i mercati globali stanno attraversando una fase di profonda trasformazione, caratterizzata da cambiamenti negli equilibri geopolitici, nell’innovazione tecnologica e nei modelli di crescita economica. In questo contesto, Cina e mercati asiatici ex‑China (ossia, le economie dell’area asiatica al di fuori della Cina) stanno progressivamente assumendo un ruolo sempre più centrale nelle dinamiche economiche internazionali.

Questo approfondimento analizza i principali fattori che stanno riportando l’attenzione degli investitori su queste aree, evidenziando opportunità, rischi e possibili approcci di investimento in un contesto in continua evoluzione.

 

Perché oggi rivalutare l’investimento in Cina e nei mercati asiatici ex‑China

Negli ultimi anni, il contesto economico e geopolitico globale ha subito trasformazioni profonde, segnando il passaggio da una fase prevalentemente cooperativa a una di competizione strutturale, in particolare tra Stati Uniti e Cina. In questo scenario in evoluzione, Cina e mercati asiatici ex‑China tornano al centro dell’attenzione degli investitori, grazie a:

  • nuovi driver di crescita
  • valutazioni più interessanti
  • ruolo sempre più rilevante nelle catene del valore globale

 

L’evoluzione degli equilibri globali e il ruolo dei mercati emergenti

Il sistema economico globale si sta muovendo lungo direttrici sempre più competitive, che coinvolgono politica, economia e innovazione tecnologica. In questo quadro, i mercati emergenti sono chiamati ad assumere un ruolo più specializzato, adattandosi alle nuove dinamiche globali.

Allo stesso tempo, la distinzione tradizionale tra mercati emergenti e sviluppati appare sempre meno netta. Alcune economie asiatiche, come Corea del Sud e Taiwan, presentano oggi livelli di reddito e complessità industriale paragonabili a quelli di molti Paesi europei, pur continuando a essere classificate come “emergenti”.

Fonte: Elaborazioni Eurizon SLJ Capital su dati Bloomberg al 23 febbraio 2026

 

Perché guardare ai mercati emergenti: valutazioni e approccio di investimento

In un contesto di trasformazioni strutturali, i mercati emergenti rappresentano una opportunità di investimento, anche grazie a valutazioni generalmente più contenute rispetto ai mercati sviluppati.

A fronte di una crescita attesa degli utili spesso superiore, molte aree emergenti continuano a scambiare a multipli inferiori rispetto a quanto suggerirebbero i fondamentali. Questo disallineamento rende tuttavia indispensabile un approccio selettivo, poiché gli indici tradizionali dei mercati emergenti non sempre premiano le società di maggiore qualità e includono realtà molto eterogenee.

Fonte: Elaborazioni Eurizon SLJ Capital su dati Bloomberg a marzo 2026

 

Il ritorno della Cina e il nuovo modello di sviluppo

A partire dal 2020, la Cina ha avviato un cambiamento profondo nella propria strategia economica, spostando l’attenzione dalla crescita quantitativa a un modello più sostenibile e orientato alle riforme strutturali. In questo processo rientra anche il ridimensionamento del settore immobiliare, volto a ridurre gli squilibri accumulati nel tempo.

Il nuovo motore dell’economia cinese è rappresentato dalla tecnologia e dall’innovazione, in un contesto di crescente competizione geopolitica e commerciale. La strategia industriale del Paese può essere sintetizzata nella logica “80/20”: raggiungere prestazioni tecnologiche molto elevate (80%) a costi più contenuti (20%), puntando sull’efficienza più che sulla leadership tecnologica assoluta.

 

Mercato azionario cinese: efficienza, scala e innovazione

Il mercato azionario cinese rappresenta una componente sempre più rilevante nell’allocazione globale, grazie alla profondità del mercato domestico e all’esposizione a trend strutturali di lungo periodo.

Dal punto di vista azionario, la Cina presenta caratteristiche distintive che la rendono interessante per gli investitori. L’elevata efficienza produttiva e operativa, unita alla capacità di produrre su larga scala, consente a molte aziende di mantenere margini competitivi, in particolare nei settori orientati all’export.

Negli ultimi anni, inoltre, la struttura industriale cinese si è spostata progressivamente verso produzioni a maggiore valore aggiunto, come veicoli elettrici, batterie, tecnologie per la transizione energetica e intelligenza artificiale. Questo processo è supportato da una catena di approvvigionamento ampia, integrata e sempre più autosufficiente, sviluppata lungo l’intero spettro industriale.

La dimensione dell’economia cinese conferisce inoltre un crescente potere negoziale alle imprese, rafforzando il cosiddetto “pricing power” (vale a dire il potere di determinazione dei prezzi) e creando le condizioni per una maggiore redditività nel medio‑lungo periodo.

Fonte: Elaborazioni Eurizon SLJ Capital, dati al 9 aprile 2026

 

Il ruolo difensivo del mercato obbligazionario cinese

Il mercato obbligazionario cinese sta assumendo un ruolo sempre più centrale nei portafogli globali e si distingue per dimensione e caratteristiche di stabilità.

Una delle sue peculiarità principali è la bassa volatilità, strutturalmente inferiore rispetto a quella dei mercati obbligazionari dei Paesi sviluppati. Queste caratteristiche rendono le obbligazioni denominate in renminbi particolarmente efficaci come strumento di diversificazione, sia all’interno di portafogli multi‑asset sia come componente core di portafogli obbligazionari.

Inoltre, il processo di riequilibrio del settore immobiliare e del credito ha reso il mercato complessivamente più solido rispetto al recente passato.

Fonte: Elaborazioni Eurizon SLJ Capital su dati Datastream e Bloomberg al 16 giugno 2025

 

Oltre la Cina: le opportunità nei mercati asiatici ex‑China

Nel seguito, con il termine mercati asiatici ex‑China si fa riferimento alle economie dell’area asiatica al di fuori della Cina, distinguendo l’analisi regionale dal focus specifico sul mercato cinese.

Guardando ai mercati asiatici ex‑China nel loro complesso, emergono interessanti opportunità di investimento legate a trend strutturali di lungo periodo. In primo luogo, queste economie svolgono un ruolo centrale nella catena del valore della tecnologia e dell’intelligenza artificiale, spesso come fornitrici di componenti e soluzioni chiave.

Questa posizione consente alle aziende dei mercati asiatici ex‑China di beneficiare della crescita degli investimenti globali nel settore tecnologico, riducendo il rischio legato alla selezione dei singoli vincitori finali. Inoltre, mercati come la Corea stanno vivendo un graduale processo di rivalutazione, sostenuto da miglioramenti nella qualità, nella governance e nella redditività delle aziende.

 

Un approccio selettivo e tematico all’investimento nei mercati asiatici ex‑China

Per cogliere le opportunità offerte dai mercati asiatici ex‑China, appare preferibile un approccio selettivo, basato sia sull’individuazione di aziende consolidate e redditizie, sia su una lettura tematica dei principali trend globali.

Assumono particolare rilevanza i temi legati alla sicurezza energetica, alla competizione tecnologica, al rafforzamento delle catene di approvvigionamento e, più recentemente, anche il reshoring (processo economico volto a riportare la produzione e le attività aziendali nel Paese di origine, invertendo la precedente tendenza alla delocalizzazione) e il settore della difesa. In questo contesto, i mercati asiatici ex‑China emergono come un’area capace di offrire un equilibrio interessante tra crescita, valore e diversificazione all’interno di una strategia di investimento globale.

 

 

Vantaggi e rischi da considerare dell’investimento in Cina e nei mercati asiatici ex China

L’interesse verso Cina e mercati asiatici ex‑China è sostenuto da diversi fattori strategici che rendono queste aree particolarmente interessanti per gli investitori internazionali.

I mercati azionari cinesi offrono benefici in termini di diversificazione, grazie a una composizione settoriale differente e a una correlazione più contenuta rispetto ai mercati sviluppati, contribuendo a rafforzare l’equilibrio complessivo del portafoglio.

Un ulteriore elemento di interesse riguarda le valutazioni: negli ultimi anni, il mercato cinese ha registrato una persistente sottovalutazione rispetto ai fondamentali, creando un disallineamento che può tradursi in opportunità interessanti nel medio‑lungo periodo.

L’accesso al mercato domestico attraverso le A‑share consente inoltre di investire in segmenti poco rappresentati nei mercati internazionali, come aziende innovative nei settori delle energie rinnovabili, della sanità e delle infrastrutture digitali.

Infine, il contesto macroeconomico cinese presenta caratteristiche distintive rispetto alle economie occidentali, contribuendo a bilanciare l’esposizione ai rischi tipici dei mercati sviluppati.

Accanto alle opportunità, è importante considerare anche i principali fattori di rischio legati all’investimento nei mercati cinesi e nei mercati asiatici ex‑China.

Il contesto macroeconomico cinese presenta alcune aree di squilibrio, in particolare nei consumi interni, mentre la forte competizione sui prezzi in diversi settori può comprimere i margini delle imprese.

Permangono inoltre incertezze legate ai tempi e all’efficacia delle politiche economiche. A questi elementi si affiancano rischi più ampi, tra cui la maggiore volatilità dei mercati emergenti, le tensioni geopolitiche — in particolare nei rapporti tra Cina e Stati Uniti — e il rischio regolamentare.

Infine, per un investitore europeo, l’esposizione al rischio di cambio rappresenta un ulteriore fattore da considerare nella costruzione del portafoglio.

 

Conclusioni

In un contesto globale sempre più caratterizzato da competizione economica, trasformazioni tecnologiche e ridefinizione degli equilibri internazionali, Cina e mercati asiatici ex‑China stanno assumendo un ruolo rilevante nelle strategie di investimento.

Le dinamiche in atto evidenziano come queste aree non rappresentino più soltanto un’opportunità legata alla crescita, ma un elemento strutturale dell’economia globale, capace di offrire esposizione a innovazione, efficienza produttiva e nuovi modelli di sviluppo.

Allo stesso tempo, la presenza di fattori di rischio richiede un approccio consapevole e selettivo, in grado di distinguere tra le diverse realtà e di valorizzare le opportunità più solide nel medio‑lungo periodo.

In questo scenario, integrare Cina e mercati asiatici ex‑China all’interno di un portafoglio diversificato può rappresentare una scelta strategica, soprattutto se supportata da strumenti di investimento dedicati e da una gestione attiva orientata alla qualità e alla sostenibilità della crescita.

 

 


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