Gli strumenti finanziari a sostegno dell'economia reale

Gli investimenti nell'economia reale da un lato rafforzano il sistema produttivo e possono contribuire a generare occupazione, dall’altro offrono agli investitori diversificazione e opportunità di investimento.
Comprendono numerosi strumenti, pensati per diversi target di clientela, ma con in comune un orizzonte temporale medio lungo utile alle necessità del mondo produttivo.
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Gli strumenti finanziari ideati per sostenere l'economia reale

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PIR TRADIZIONALI
I PIR, un ponte tra il risparmio e l’economia reale
I Piani Individuali di Risparmio, introdotti con la Legge di Bilancio 2017 e la cui disciplina è stata più volte aggiornata, sono strumenti finanziari ideati per convogliare i risparmi verso il sistema produttivo del nostro Paese. Si tratta di forme di investimento di medio-lungo termine che, al ricorrere di alcuni requisiti ben precisi, consentono ai sottoscrittori di ottenere benefici fiscali. Possono essere sottoscritti da persone fisiche residenti in Italia che non detengano contemporaneamente più di un PIR.

Le principali caratteristiche dei PIR (a decorrere dal 1° gennaio 2020)

Esenzione dalle imposte sui redditi finanziari generati dall'investimento e dalle imposte di successione se mantenuti almeno per 5 anni.
150 mila €
Investimento massimo di ogni investitore nei PIR (massimo 30 mila € l’anno)
70%*
Percentuale dell'investimento in PIR che deve essere destinata a strumenti finanziari emessi da imprese italiane o europee con stabile organizzazione in Italia
10%
Percentuale massima del portafoglio che può essere destinata a strumenti emessi dallo stesso emittente/gruppo
30%
Restante percentuale del PIR che può essere investita in qualsiasi strumento finanziario
* Almeno il 25% investito in strumenti finanziari di imprese diverse da quelle presenti nell'indice FTSE MIB; ulteriore 5% investito in strumenti finanziari di imprese diverse da quelle presenti negli indici FTSE MIB e FTSE Mid Cap.
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PIR ALTERNATIVI
Dai PIR tradizionali ai PIR Alternativi

I PIR Alternativi, introdotti nel 2020, sono complementari ai PIR tradizionali e sono stati costruiti con l'obiettivo di convogliare risorse alle PMI non quotate, il cui accesso al capitale risulta ancora più complesso in una fase di forte pressione come quella attuale.

I PIR Alternativi, che possono essere detenuti da uno stesso risparmiatore in aggiunta ad un PIR tradizionale, sono prodotti finanziari con soglie di investimento più elevate e vincoli di investimento diversi rispetto a quelli tradizionali, con i quali hanno in comune l'esenzione fiscale se l'investimento è mantenuto almeno 5 anni.

Le principali caratteristiche dei PIR Alternativi

Target di clientela
Se i PIR tradizionali si rivolgono a una clientela prevalentemente retail, gli alternativi puntano agli investitori private.
Concentrazione
Il limite della concentrazione degli investimenti in strumenti finanziari emessi dalla stessa impresa è previsto al 20%.
Beneficio fiscale
È possibile ottenere un beneficio fiscale investendo fino a 300 mila euro in un anno e fino a 1,5 milioni di euro in totale. La Legge di Bilancio 2021 ha introdotto un ulteriore beneficio fiscale per le sottoscrizioni nell’anno 2021. Lo Stato riconoscerà un credito d’imposta su eventuali minusvalenze, perdite o differenziali negativi conseguiti dalle persone fisiche titolari dei PIR fino al 20% dell’investimento sottoscritto, a condizione che tali strumenti finanziari siano detenuti per almeno cinque anni.
Vincoli di investimento
Investono almeno il 70% in strumenti finanziari emessi da imprese con stabile organizzazione in Italia non inserite negli indici FTSE MIB e FTSE Mid Cap, come anche in crediti delle medesime imprese e in prestiti a queste erogate.
I prodotti
Con i PIR Alternativi si amplia la gamma di prodotti, visto che si prestano a essere realizzati soprattutto tramite l’utilizzo di strumenti per i quali non sussistono problemi di liquidità: ELTIF, fondi chiusi di Private Equity e fondi di Private Debt.
ELTIF
ELTIF, il passaporto Ue per investire sulle PMI
Un nuovo prodotto si è affacciato da due anni sul mercato del risparmio italiano: i fondi ELTIF, acronimo di European Long Term Investment, puntano a creare un valido metodo alternativo di finanziamento per aziende di piccola e media capitalizzazione, che rappresentano l’ossatura dell’imprenditoria del Paese e spesso incontrano difficoltà a reperire risorse finanziarie.

Le principali caratteristiche degli ELTIF

Passaporto Ue

Gli ELTIF sono fondi di natura chiusa introdotti dal regolamento comunitario del 2015 (Regulation EU 2015/760).

Attività reali

Sono ammissibili all'investimento attività reali di valore superiore a 10 milioni di euro, che generino un beneficio economico e sociale, e immobili commerciali o residenziali che contribuiscano alla crescita intelligente, sostenibile e inclusiva.

Quanto si investe

Non ci sono soglie minime di investimento, ma deve essere rispettato il vincolo di concentrazione: non è possibile investire più del 10% in strumenti finanziari emessi dalla medesima impresa.

Investimenti

Almeno il 70% del patrimonio dovrà essere investito in società non finanziarie non quotate sui mercati oppure quotate, ma con una capitalizzazione limitata a 500 milioni di euro, domiciliate in uno Stato dell’Unione Europea o in un altro Stato che soddisfi determinati requisiti in termini di normative su riciclaggio, antiterrorismo e fisco.
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ALTRI STRUMENTI DI PRIVATE MARKET

Private Equity, un settore in continua crescita

Con il termine Private Equity si indicano società specializzate che raccolgono somme di capitale dagli investitori per poi destinarlo a imprese e attività produttive ad alto potenziale di crescita. L'obiettivo dei fondi di Private Equity è di contribuire allo sviluppo dell'azienda per ottenere una plusvalenza attraverso la successiva cessione della quota o una quotazione in Borsa, ovvero con operazioni di M&A (fusione e acquisizione) con altre società dello stesso settore.

Private Debt, unire le esigenze dei piccoli imprenditori con la domanda degli investitori

Diversamente dalle società quotate, che possono emettere obbligazioni negoziate sui mercati finanziari, quelle private hanno la necessità di trovare fonti di finanziamento alternative al canale bancario e il prestito diretto (direct lending) da parte di fondi specializzati - ovvero i fondi di Private Debt - potrebbe rappresentare una valida alternativa. I fondi di Private Debt, per via delle caratteristiche degli strumenti in portafoglio, rappresentano una forma di investimento dedicata quasi esclusivamente alla categoria degli investitori istituzionali.

Private Real Estate e Infrastructure, due asset class sempre più rilevanti

Il Private Real Estate è un'opportunità di investimento in cui sono raccolti fondi da più investitori con l'obiettivo di investire in fondi che investono in attività immobiliari con elevato potenziale di sviluppo come quelle residenziali, alberghiere, del settore logistico e degli uffici. Il Private Infrastructure rappresenta invece fondi che investono nei settori strategici per lo sviluppo industriale di un Paese (es. energia, trasporti, telecomunicazioni).
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