In questa puntata parliamo di:
- Perché il 2026 si presenta come “anno di prosecuzione”
- Inflazione stabile e politiche monetarie neutrali: meno interventi dalle banche centrali
- Ruolo delle obbligazioni nei portafogli
- Mercato azionario: sì ma con selezione
- Posizionamento di Eurizon nei portafogli tra obbligazioni, credito e azioni
- Tre regole semplici per investire con metodo e maggiore consapevolezza
L’intervista con Andrea Conti, responsabile Analisi Macro Mercati
In questa nuova puntata di Eurizon Talk, la responsabile Multimedia Strategies Business Education e Intelligence di Eurizon, Alessia Golinelli, dialoga con Andrea Conti, Responsabile Analisi Macro Mercati di Eurizon, per esplorare insieme come si presenta il 2026: un anno che non inaugura un nuovo ciclo ma prosegue quello avviato negli anni precedenti.
La conversazione si intreccia tra lettura dello scenario attuale, le prospettive delle asset class, il posizionamento dei portafogli di Eurizon e alcune semplici regole di educazione finanziaria utili a orientarsi in un anno segnato dalla continuità.
2026, un anno di prosecuzione: uno scenario più leggibile per i mercati
Il 2026 si presenta come un anno di prosecuzione del ciclo economico globale, il settimo del ciclo post covid.
Politiche fiscali di supporto all’economia, politiche monetarie neutrali, elezioni di mid term in USA sono elementi che sostengono il ciclo economico.
Elemento positivo è anche la stabilità dell’inflazione, tornata stabilmente in zona 2% in Eurozona e negli USA poco impattata dai dazi alle importazioni.
In Cina le autorità economiche dosano gli stimoli in modo da mantenere la crescita in linea con l’obiettivo del 5% annuo.
Per i mercati finanziari lo scenario centrale, che combina prosecuzione del ciclo economico espansivo con inflazione stabile, prefigura un contesto favorevole, in continuazione con il 2025.
Scopri di più sull’intervista ad Andrea Conti, responsabile Analisi Macro Mercati di Eurizon
Guarda “Eurizon Talk: L’Outlook 2026 di Eurizon” per approfondire lo scenario 2026 di Eurizon.
Video Registrato il 22/01/2026
Tassi: un 2026 senza scossoni
I tassi governativi nello scenario centrale si potrebbero muovere poco, come già nel 2025.
Questo è quanto suggerito dalle curve forward ad 1 anno (le proiezioni del livello dei tassi nei prossimi 12 mesi), praticamente sovrapposte alle curve spot attuali, quindi le fotografie dei tassi oggi.
In questo caso l’investitore incasserebbe comunque un flusso cedolare superiore all’inflazione su tutte le scadenze.
La componente di duration governativa nei portafogli rappresenta peraltro una sorta di “polizza assicurativa” rispetto al rischio di inatteso rallentamento dell’economia che farebbe scendere i tassi di interesse, con guadagni in conto capitale, a compensazione della volatilità su azioni e credito.
L’ipotesi alternativa, di tassi che si muovono verso l’alto, sarebbe legata ad un’inflazione in riaccelerazione, evento molto improbabile considerata l’insensibilità dell’inflazione addirittura ai dazi decisi in USA lo scorso anno.
Credito: un’interessante alternativa
Il credito presenta spread compressi, ma nello scenario di riferimento continua a rappresentare una interessante fonte di rendimento addizionale rispetto ai titoli governativi.
I tassi a scadenza delle componenti di credito (Investment Grade e High Yield) e dei mercati emergenti sono risultati tutti in calo nel 2025, con la sola eccezione degli Investment Grade dell’area euro risultati poco mossi rispetto a fine 2024. Per tutte le componenti a spread quindi il rendimento assoluto è stato abbondantemente positivo.
Da qui in avanti lo spazio per ulteriori cali degli spread sono modesti, ma allo stesso tempo i tassi a scadenza restano superiori ai minimi degli anni passati, mantenendo interessante il contributo del credito all'interno di un portafoglio ben diversificato.
Azioni: utili solidi e valutazioni da leggere con attenzione
In termini di valutazioni, l’attenzione è sul settore tecnologico americano i cui multipli di mercato risultano sopra le medie di lungo periodo e già scontano parte degli utili futuri. Per quanto tirate, però, al momento non sono valutazioni estreme o comparabili a quelle della bolla valutativa del 2000.
Altra differenza sostanziale con la bolla del 2000 è che allora la bolla aveva 'gonfiato' le valutazioni di tutti i mercati. Nel caso attuale invece le valutazioni degli indici europei ed emergenti risultano allineate alle medie storiche di lungo periodo, così è anche per gli indici USA che escludono i titoli tecnologici. Quanto alle stime di crescita degli utili va notato che risultano decisamente sostenute sia in USA sia in Eurozona con crescita a doppia cifra per il 2026 e 2027*. Sono stime ottimistiche, ma non irrealistiche, che presuppongo il mantenimento di elevati margini di profitto per le imprese, un importante contributo della profittabilità delle società tecnologiche e, per l’Eurozona, la confermata profittabilità del settore finanziario, oltre che un contributo neutro (o meno negativo) dall’andamento del cambio euro/dollaro.
Valute: il dollaro ancora in indebolimento, ma con minore intensità
Il dollaro viene da un 2025 all’insegna della debolezza, ma ha frenato la discesa dall’estate in poi ed è ora in una fase di sostanziale stabilizzazione.
Se il fatto che la Fed stia ancora tagliando i tassi rappresenta un elemento di debolezza per il dollaro, l’euro è supportato dal sostegno alla crescita che in Eurozona dovrebbe arrivare dalle spese in difesa e infrastrutture.
L’indebolimento del dollaro potrebbe eventualmente proseguire nel corso dell’anno, difficilmente però con l’intensità del 2025.
Il posizionamento di Eurizon per il 2026
All’interno di questo episodio di Eurizon Talk, Andrea Conti spiega come Eurizon interpreta questo contesto nei suoi portafogli, sulla base di un approccio positivo su:
- duration governativa, utile sia in ottica di rendimento sia di protezione;
- credito, grazie a tassi a scadenza ancora interessanti;
- azionario, con preferenza per Europa ed Emergenti, seguiti da USA e Giappone.
Rimane prudente la valutazione del dollaro. Si tratta di valutazioni che permettono di cercare opportunità di crescita ma, al contempo, tutelarsi dai rischi all’interno di un portafoglio equilibrato.
Spazio Educational: semplici regole per investire
Andrea Conti chiude l’episodio condividendo alcuni principi di educazione finanziaria per coloro che vogliono provare a valorizzare i propri risparmi, investendo con metodo, diversificando e con il corretto orizzonte temporale.
Per saperne di più guarda la puntata completa del podcast Eurizon Talk.
Video Registrato il 22/01/2026
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* Fonte: Elaborazioni Eurizon Capital SGR su dati LSEG Workspace, dati a gennaio 2026
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