In questo articolo analizziamo:

  • cos’è il credito strutturato; 
  • come funziona la struttura a tranche delle cartolarizzazioni;
  • le nuove regole introdotte dal Regolamento UE 2017/2402;
  • i principali vantaggi e rischi da considerare per investire nel credito strutturato.

Il credito strutturato trasforma prestiti come mutui, leasing e finanziamenti aziendali in obbligazioni negoziabili, organizzate in tranche con diversi livelli di rischio e rendimento. Permette di investire su portafogli diversificati di crediti — anziché su un singolo emittente — con protezioni strutturali integrate.
Nonostante la reputazione di complessità, il mercato europeo ha subito una profonda trasformazione dopo la crisi del 2008: normative più rigide, maggiore trasparenza e standard di concessione del credito più severi lo hanno reso accessibile a una platea più ampia di investitori istituzionali.

 

La nuova regolamentazione: Regolamento (UE) 2017/2402

Il Regolamento (UE) 2017/2402 ha introdotto un quadro normativo organico volto a rafforzare la solidità, la trasparenza e la standardizzazione del mercato delle cartolarizzazioni europee, con l’obiettivo di evitare le criticità emerse durante la crisi finanziaria e favorire uno sviluppo sostenibile del mercato.

La disciplina mira in particolare a riallineare gli incentivi tra originatori (aziende che hanno nella concessione di credito la loro attività caratteristica) e investitori, migliorare la disponibilità e la qualità delle informazioni e rendere le strutture più comprensibili e comparabili.

Tra gli elementi chiave introdotti figurano:

  • l’obbligo per gli originatori di mantenere una quota dell’esposizione economica dell’operazione, garantendo l’allineamento di interessi con gli investitori;
  • obblighi informativi standardizzati e continuativi, per assicurare agli investitori accesso regolare a dati dettagliati su portafoglio, performance e struttura dell’operazione;
  • requisiti di due diligence per gli investitori istituzionali, chiamati a valutare adeguatamente i rischi prima dell’investimento e a monitorarli nel tempo;
  • maggiore trasparenza sui meccanismi strutturali e sulla qualità degli attivi sottostanti.

 

Cos’è il credito strutturato: caratteristiche principali

Il credito strutturato si basa sul raggruppamento di diverse attività finanziarie, sulla cessione di queste ad una società veicolo appositamente creata e sull’emissione di obbligazioni garantite dagli attivi presenti nel veicolo. Questo processo è denominato cartolarizzazione.

Le attività finanziarie selezionate generano flussi di cassa regolari derivanti, ad esempio, da mutui residenziali, prestiti societari, canoni di leasing, cessioni del quinto e prestiti personali, fino ai più recenti finanziamenti per l’efficientamento energetico o l'installazione di pannelli solari. L’obiettivo è trasformare tali attivi in strumenti negoziabili, offrendo al contempo forme di protezione in caso di default attraverso garanzie reali o strutturali.

 

La struttura in tranche delle obbligazioni

Le obbligazioni emesse per far fronte all’acquisto delle attività da parte della società veicolo vengono suddivise in tranche, che presentano un diverso grado di subordinazione, in base alla loro priorità nel pagamento dei rimborsi e alla loro posizione nella struttura del capitale della transazione.

A seconda della posizione prendono il nome di:

  • senior;
  • mezzanine;
  • subordinate.

Le tranche meno rischiose (senior) ricevono prima i pagamenti rispetto alle tranche subordinate le quali, nel caso di default all’interno del pool di attività sottostanti, assorbono per prime le perdite.

Il sottostante di una cartolarizzazione può essere composto da centinaia o migliaia di posizionali individuali, l’analisi fatta dal gestore si concentra sulla capacità del collaterale di generare flussi di cassa costanti nel tempo.

 

 

 

Vantaggi del credito strutturato

Guardando nel dettaglio di un investimento in credito strutturato, troviamo una serie di caratteristiche che spiegano perché stia guadagnando spazio nelle allocazioni degli investitori istituzionali. Possiamo riassumerle in quattro vantaggi:

 

1. Rendimenti superiori

Il credito strutturato offre spesso un potenziale di rendimento superiore rispetto al reddito fisso tradizionale, a parità di rating. Questo "extra" è il premio che il mercato riconosce per la complessità e per una liquidità che, sebbene in costante miglioramento nel mercato europeo, resta diversa da quella dei titoli di Stato. Il risultato? Un profilo di volatilità spesso più contenuto e rendimenti assoluti molto interessanti.

 

2. Diversificazione dell’investimento

A differenza di un’obbligazione societaria legata a un singolo emittente, qui parliamo di strumenti intrinsecamente diversificati. Ogni titolo poggia su centinaia, a volte migliaia, di singoli prestiti: mutui, finanziamenti alle imprese o credito al consumo. Questa granularità significa che il tuo investimento non dipende dal destino di una sola società, ma da un flusso di cassa distribuito su aree geografiche e settori diversi.

 

3. Tassi di perdita contenuti

C'è un dato che spesso passa inosservato: storicamente, i tassi di perdita del credito strutturato in Europa sono stati estremamente bassi*, molto più che negli Stati Uniti. Il merito va a standard di concessione dei prestiti molto rigorosi e a una trasparenza senza precedenti. Grazie alle linee guida della nuova regolamentazione, oggi possiamo analizzare ogni singolo prestito all'interno di un'operazione prima ancora di investire.

 

4. Protezioni strutturali

Le operazioni sono costruite con veri e propri "paracadute" per l'investitore:

  • tranche su misura: la struttura a fette permette di scegliere il proprio grado di protezione. Le tranche senior sono le prime a essere rimborsate e le ultime a essere colpite da eventuali perdite;
  • garanzie reali: spesso il valore degli asset nel "pool" è superiore al valore dei titoli emessi. C'è quindi un cuscinetto di sicurezza in più;
  • margine di interesse: gli interessi incassati dai prestiti sottostanti sono solitamente più alti di quelli che l'operazione deve pagare agli investitori, creando un'ulteriore riserva per coprire eventuali imprevisti.

 

 

Rischi del credito strutturato

Le caratteristiche del credito strutturato comportano un certo grado di complessità e richiedono un’attenta analisi delle transazioni su cui investire. Ecco alcuni degli elementi da considerare:

 

1. Sensibilità ai tassi di interesse

Le cartolarizzazioni europee sono tipicamente obbligazioni a tasso variabile, il che permette di minimizzare il rischio di perdita dovuta al rialzo dei tassi, ma nello scenario opposto (discesa dei tassi) la redditività tende a ridursi.

 

2. Liquidità

La natura negoziabile dei titoli di credito strutturato consente l’accesso a un mercato attivo, soprattutto sulle tranche senior, mentre sulle tranche subordinate la liquidità tende a essere più contenuta.

 

3. Rischio di credito

Come in qualsiasi investimento legato al credito, un peggioramento della capacità di rimborso dei debitori e la riduzione del valore delle garanzie sottostanti possono comportare perdite per l’investitore.

 

Conclusioni sul credito strutturato

In conclusione, il credito strutturato non è più il "mito" inaccessibile di un tempo, ma una realtà fatta di dati, regole chiare e strutture pensate per valorizzare il capitale. Per chi cerca rendimento e diversificazione nel mercato obbligazionario, rappresenta una risorsa strategica che merita di essere approfondita.

 

 

 

 

Impairment and loss rates of EMEA structured finance securities: 1993-2024, Moody’s, 2025


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