Il contesto dell'adattamento climatico e la necessità di agire
I cambiamenti climatici non rappresentano più una minaccia futura, ma una realtà che incide già oggi sulle attività economiche e operative delle imprese. Come sottolineato dalla Commissione Europea nel report EU Strategy on Adaptation to Climate Change 1, “per il mondo si è appena concluso il decennio più caldo mai registrato, durante il quale il record di anno più caldo è stato superato ben otto volte”.
Gli eventi meteorologici estremi quali ondate di calore, alluvioni o siccità e il loro impatto sono una presenza pressoché costante nei media e l'aumento della loro intensità e della loro frequenza a causa dei cambiamenti climatici figura al primo posto dell'agenda pubblica globale, riflettendo una realtà che riguarda sempre più da vicino imprese e territori.
L'aumento in frequenza e gravità degli eventi meteorologici estremi (dalle siccità prolungate alle inondazioni e alle ondate di calore) sta comportando costi finanziari diretti e crescenti per il sistema economico. Secondo i dati riportati dalla Commissione Europea, ad esempio, le perdite economiche medie dovute a eventi estremi legati al clima nell'UE ammontano a oltre 12 miliardi di euro all'anno 2.
Il fenomeno della siccità citato nel report EU Strategy on Adaptation to Climate Change, rappresenta un esempio di come i rischi climatici generino effetti a cascata su molteplici settori produttivi. In Europa, i danni causati dalla scarsità idrica (stimati in circa 9 miliardi di euro all'anno) 3 colpiscono principalmente l'agricoltura, ma generano forti ripercussioni anche sulla rete idrica pubblica, sulla produzione energetica (raffreddamento degli impianti e idroelettrico) e sulla logistica dei trasporti fluviali. Ciò inoltre mette a repentaglio la sicurezza alimentare, aggrava le disuguaglianze sociali esistenti ed è una minaccia per il patrimonio culturale.
Di fronte a tale scenario, la prospettiva regolamentare ed economica sta cambiando: l'adattamento non deve più essere interpretato come un mero costo burocratico o da sostenere in risposta alle emergenze, ma come un investimento strategico per rafforzare la resilienza e proteggere il valore nel lungo periodo.
Ma qual è la differenza tra mitigazione e adattamento?
Per comprendere appieno la risposta al cambiamento climatico e i piani di transizione degli emittenti è fondamentale identificare due pilastri portanti definiti dall'European Environment Agency (EEA) 4:
- Mitigazione (Agire sulle cause): Interventi orientati alla riduzione o al contenimento delle emissioni di gas a effetto serra (GHG) per contenere il riscaldamento globale entro i limiti definiti dall'Accordo di Parigi. Esempi tipici in ambito aziendale comprendono gli investimenti in energia da fonti rinnovabili, l'efficientamento energetico e la decarbonizzazione dei processi produttivi.
- Adattamento (Agire sugli effetti): Iniziative volte ad adeguare processi, operatività e infrastrutture agli effetti delle alterazioni climatiche ed ecologiche già in corso o destinate a manifestarsi nei prossimi anni. L'obiettivo dell'adattamento è ridurre la vulnerabilità dei sistemi fisici e incrementarne la resilienza intrinseca a fronte di eventi meteorologici estremi, periodi prolungati di siccità o stress idrici strutturali.
Un elemento centrale, inoltre, delle azioni di adattamento è la valutazione dei rischi fisici a cui un’azienda è esposta, distinguibili in rischi acuti, ossia derivanti da eventi meteorologici estremi di forte intensità ma delimitati nel tempo, come inondazioni od ondate di calore, e rischi cronici, ossia legati a trasformazioni strutturali a lungo termine quali l'innalzamento delle temperature o lo stress idrico permanente.
Come evidenziato dalle riflessioni di Théophile Bellouard, Vicepresidente di Altitude presso AXA Climate a Le Talk Finance Responsable 5, mitigazione e adattamento sono strategie strettamente complementari e interdipendenti. L'attenuazione rappresenta infatti la condizione necessaria per limitare il riscaldamento globale di domani, rendendo le azioni di adattamento intraprese oggi più efficaci e durature nel tempo. Sebbene le alterazioni climatiche abbiano sempre caratterizzato la storia del pianeta su scale temporali secolari, la vera criticità risiede oggi nell'eccezionale velocità del fenomeno, i cui intervalli si sono accorciati nell'arco di singoli decenni. In questo scenario, l'adattamento climatico rappresenta un'urgenza non procrastinabile, specialmente per i settori maggiormente esposti ai rischi fisici: garantire la resilienza operativa non è più soltanto una pianificazione di lungo periodo, ma una condizione essenziale per tutelare la continuità del business nel breve termine.
Cambiamento climatico: non più solo questione climatica, ma un imperativo di business - l'esperienza di engagement di Eurizon
Nel quadro delle attività condotte dal team Responsible Investments & Stewardship di Eurizon, il dialogo diretto con gli emittenti rappresenta uno strumento fondamentale per valutare la solidità e la concretezza delle strategie climatiche e accompagnarne l’evoluzione. Attraverso un programma dedicato di engagement6sul tema Net Zero, Eurizon analizza e monitora costantemente i percorsi di decarbonizzazione intrapresi da emittenti selezionati presenti all'interno del portafoglio in scope definito nell'ambito della partecipazione di Eurizon alla Net Zero Asset Managers initiative (NZAM).
Se tradizionalmente la priorità di questi confronti è stata la riduzione delle emissioni (azioni di mitigazione), l'evoluzione del contesto operativo ha fatto emergere il tema dell'adattamento con una rilevanza sempre maggiore. All'interno dei piani aziendali, l'adattamento ai rischi fisici è diventato una componente imprescindibile e complementare alle strategie di mitigazione: la risposta al cambiamento climatico ha così superato la dimensione meramente ambientale ed etica, trasformandosi in un pilastro della sostenibilità economica e della stabilità finanziaria di lungo periodo.
Dai confronti periodici con i referenti aziendali emerge chiaramente come l'impatto dei rischi fisici incida in modo diretto sull’operatività aziendale, sui costi di copertura assicurativa e sulla continuità delle catene di fornitura.
Esempi di adattamento climatico nelle imprese
L'analisi di dialoghi avuti con emittenti appartenenti a diversi settori strategici offre una panoramica chiara di come strategie di adattamento vengano integrate nei processi industriali:
- Settore Utilities
Per i grandi operatori idrici ed energetici, garantire la resilienza delle infrastrutture e la tutela dell'acqua è ormai parte integrante del modello di business. Un esempio concreto è la progettazione del raddoppio di un importante acquedotto: un'opera strategica sotterranea, a gravità naturale e a consumo energetico azzerato, progettata per mettere al sicuro l'approvvigionamento idrico di un intero territorio contro i periodi di siccità.
- Settore Trasporti e Infrastrutture
Nei nodi critici della mobilità, la priorità è proteggere gli snodi operativi da eventi meteo estremi e sbalzi termici. Nel settore aeroportuale, questo si traduce in interventi volti a garantire la continuità dei voli: dall'adeguamento delle piste alla revisione dei sistemi di drenaggio delle acque piovane, fino alla gestione del rischio idrogeologico nelle aree perimetrali.
- Settore Automotive & Componentistica
Nel settore della componentistica per auto, l'adattamento agisce parallelamente su due fronti: da un lato, la ricerca e lo sviluppo orientano il design dei prodotti verso soluzioni capaci di resistere ad asfalti sempre più caldi e a piogge torrenziali, prevenendo il rischio di aquaplaning; dall'altro, l'introduzione di parametri climatici negli audit aziendali e negli stabilimenti mette al riparo siti e fornitori da alluvioni e stress idrico, tutelando l'intera catena produttiva.
Finanziare la resilienza climatica
Per comprendere come le politiche di adattamento si stiano traducendo in interventi concreti, è utile analizzare i recenti sviluppi a supporto di questa transizione. L'Agenzia Europea dell'Ambiente (AEA) evidenzia infatti come i Paesi europei stiano progressivamente integrando l'adattamento e la gestione del rischio climatico nelle rispettive politiche nazionali. Come emerge nel report dell’AEA, Climate resilience in Europe (2025)7, tutti i 32 paesi membri dell’Agenzia hanno adottato politiche nazionali dedicate e, ad oggi, 18 di essi (14 Stati membri dell’UE e 4 aderenti all’AEA) hanno già inserito formalmente l'adattamento all'interno delle proprie leggi sul clima.

Fonte: Agenzia Europea dell’Ambiente
In questo contesto, la Climate Bonds Initiative (CBI) nella pubblicazione 2025 del Global State of the Market8 evidenzia una maturazione del settore:
- Volumi Record del Mercato GSS+: nel 2025 il mercato dei titoli Green, Social, Sustainability e Sustainability-Linked (GSS+) ha superato per il terzo anno consecutivo la soglia dei 1.000 miliardi di dollari, confermando un trend estremamente solido. Il volume complessivo si attesta come il terzo più alto di sempre, registrando l'ingresso di oltre 400 nuovi emittenti.
- Dominio dei Green Bond: I Green Bond si confermano lo strumento leader e più maturo, guidando la maggior parte dell'allocazione dei flussi verso progetti di mitigazione e resilienza climatica.
- Geografia delle Emissioni: Europa e Asia-Pacifico continuano a guidare la classifica delle macro-regioni per volume complessivo, mentre a livello nazionale dominano gli Stati Uniti (con circa 887 miliardi di dollari complessivi) seguita dalla Cina che supera la Francia. Si amplia inoltre la base di partecipazione globale, portando a 109 il numero totale di Paesi emittenti.
Questa convergenza dimostra come il mercato dei capitali sostenibili sia fondamentale per sbloccare risorse necessarie per finanziare azioni di mitigazione e adattamento sul territorio.
FONTI
- https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=CELEX:52021DC0082
- https://www.eea.europa.eu/en/about/contact-us/faqs/what-is-the-difference-between-adaptation-and-mitigation
- https://www.youtube.com/watch?v=3L4qQpoBY2g&list=PLfKLQUVPdzS0XySehqRU29wnnOMEMRCQO&index=3
- https://www.eea.europa.eu/en/analysis/publications/climate-resilience-in-europe-2025-progress-and-challenges
- https://www.climatebonds.net/data-insights/publications/sustainable-debt-global-state-market-2025
NOTE
- https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=CELEX:52021DC0082
- https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=CELEX:52021DC0082 pag.2
- https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=CELEX:52021DC0082 pag.3
- https://www.eea.europa.eu/en/about/contact-us/faqs/what-is-the-difference-between-adaptation-and-mitigation
- https://www.youtube.com/watch?v=3L4qQpoBY2g&list=PLfKLQUVPdzS0XySehqRU29wnnOMEMRCQO&index=3
- In Eurizon definiamo engagement il confronto e il dialogo con le società in cui investiamo e che riteniamo “rilevanti” secondo criteri quali/quantitativi e specificati nel tempo dalla normativa interna. Il fine è instaurare con queste società una relazione di medio/lungo periodo - con l’obiettivo di monitorare e determinare impegni su specifiche tematiche - nonché partecipare alle relative Assemblee degli azionisti.
- https://www.eea.europa.eu/en/analysis/publications/climate-resilience-in-europe-2025-progress-and-challenges
- https://www.climatebonds.net/data-insights/publications/sustainable-debt-global-state-market-2025
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