appunti di strategia
GROWTH MONITOR: stime di Nowcasting NECE - secondo trimestre
16 ottobre 2025-5 minuti di lettura

I modelli di nowcasting NECE relativi al secondo trimestre indicano una tenuta della crescita negli USA e in Cina, mentre segnalano un deciso indebolimento dell’attività economica nell’Eurozona, più esposta allo shock energetico causato dal conflitto in Medio Oriente.
A inizio anno, prima che scoppiasse il conflitto in Medio Oriente, le prospettive per l’economia mondiale erano positive.
Il primo trimestre era infatti andato bene, evidenziando un rafforzamento della crescita nelle principali economie, grazie anche al supporto degli stimoli fiscali, soprattutto in Germania, ma anche negli Stati Uniti e in Cina e al boom degli investimenti tecnologici, soprattutto in Intelligenza Artificiale (IA).
In particolare, il PIL USA ha accelerato il passo a inizio anno, crescendo del 2% t/t annualizzato, ben sopra il misero +0,5% registrato nel precedente trimestre. Ciò si deve soprattutto al rafforzamento degli investimenti e alla riapertura degli uffici del governo dopo la fine dello shutdown, che aveva depresso la crescita nel trimestre finale dello scorso anno.
In accelerazione, seppur meno marcata, anche la crescita del PIL in Cina, pari al +5% su base annua, sopra il 4,5% registrato nel trimestre precedente, grazie al continuo sostegno dell’export, ma anche ad una ripresa della domanda domestica. Quest’ultima ha riguardato sia i consumi, che hanno beneficiato della spinta delle festività per il Capodanno lunare, sia gli investimenti, sostenuti dagli stimoli fiscali del governo.
Anche l’Eurozona ha mostrato una buona tenuta a inizio anno, crescendo dello 0,6% t/t annualizzato, appena sotto lo 0,8% del precedente trimestre, sostenuta dall’accelerazione dell’attività in Germania (+1,3%), che ha beneficiato degli stimoli del governo, e dalla tenuta della crescita in Spagna (+2,5%) e in Italia (+0,7%).
Si tratta di dati che hanno confermato in larga parte le indicazioni giunte dai modelli NECE.
A inizio anno, prima che scoppiasse il conflitto in Medio Oriente, le prospettive per l’economia mondiale erano positive.
Il primo trimestre era infatti andato bene, evidenziando un rafforzamento della crescita nelle principali economie, grazie anche al supporto degli stimoli fiscali, soprattutto in Germania, ma anche negli Stati Uniti e in Cina e al boom degli investimenti tecnologici, soprattutto in Intelligenza Artificiale (IA).
In particolare, il PIL USA ha accelerato il passo a inizio anno, crescendo del 2% t/t annualizzato, ben sopra il misero +0,5% registrato nel precedente trimestre. Ciò si deve soprattutto al rafforzamento degli investimenti e alla riapertura degli uffici del governo dopo la fine dello shutdown, che aveva depresso la crescita nel trimestre finale dello scorso anno.
In accelerazione, seppur meno marcata, anche la crescita del PIL in Cina, pari al +5% su base annua, sopra il 4,5% registrato nel trimestre precedente, grazie al continuo sostegno dell’export, ma anche ad una ripresa della domanda domestica. Quest’ultima ha riguardato sia i consumi, che hanno beneficiato della spinta delle festività per il Capodanno lunare, sia gli investimenti, sostenuti dagli stimoli fiscali del governo.
Anche l’Eurozona ha mostrato una buona tenuta a inizio anno, crescendo dello 0,6% t/t annualizzato, appena sotto lo 0,8% del precedente trimestre, sostenuta dall’accelerazione dell’attività in Germania (+1,3%), che ha beneficiato degli stimoli del governo, e dalla tenuta della crescita in Spagna (+2,5%) e in Italia (+0,7%).
Si tratta di dati che hanno confermato in larga parte le indicazioni giunte dai modelli NECE.
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