L'integrazione e l'applicazione dei fattori ESG

La sostenibilità è un valore importante. Integriamo i criteri ESG nel processo di investimento, applicandoli ad una vasta gamma di fondi a gestione attiva attraverso una rigorosa selezione degli emittenti.
Eurizon, in qualità di firmataria dei Principles for Responsible Investment (PRI)*, ha adottato una metodologia di selezione degli strumenti finanziari finalizzata al contenimento dei rischi, anche reputazionali. In tale ottica Eurizon incorpora i fattori ambientali, sociali e di governance nell’analisi degli investimenti e nel processo decisionale.

L’integrazione dei princìpi ESG nel processo d’investimento

Le valutazioni di Eurizon per la scelta degli emittenti

  • Screening degli emittenti

    Individuazione dei più esposti ai rischi ESG o non conformi ai principi di investimento sostenibile e responsabile.

    I presidi adottati da Eurizon Capital SGR, coerentemente con le seguenti Strategie SRI/ESG, tengono in considerazione:
    - Esclusioni e restrizioni SRI: emittenti operanti in settori ritenuti non “socialmente responsabili” ai quali sono applicate restrizioni o esclusioni rispetto all’Universo di Investimento dei singoli patrimoni gestiti (cd. “SRI Binding screening”); le esclusioni sono applicate a tutti i prodotti a gestione attiva mentre per i prodotti a Limited Tracking Error e i prodotti indicizzati (ad eccezione di quelli che integrano esplicitamente fattori ESG), l’investimento diretto massimo consentito è pari al peso dell’emittente nel parametro di riferimento; sono definiti emittenti operanti in settori ritenuti non “socialmente responsabili” (i) quelle società caratterizzate da un evidente coinvolgimento diretto nella manifattura di armi non convenzionali (Mine antiuomo; Bombe a grappolo; Armi nucleari; Uranio impoverito; Armi biologiche; Armi chimiche; Armi a frammentazione invisibile; Laser accecanti; Armi incendiarie; Fosforo bianco), (ii) le società che derivano almeno il 25% del fatturato da attività estrattive o di produzione di energia elettrica collegate al carbone termico o (iii) le società che derivano almeno il 10% del fatturato da attività di estrazione di oil & gas attraverso lo sfruttamento delle sabbie bituminose (cd. oil sands);
    - Esclusioni e restrizioni ESG: emittenti “critici” per i quali viene attivato un processo di escalation che determina restrizioni e/o esclusioni rispetto all’Universo di Investimento dei singoli patrimoni gestiti (cd. “ESG Binding screening”); le esclusioni sono applicate a tutti i prodotti a gestione attiva mentre per i prodotti a Limited Tracking Error e i prodotti indicizzati (ad eccezione di quelli che integrano esplicitamente fattori ESG), l’investimento diretto massimo consentito è pari al peso dell’emittente nel parametro di riferimento; sono definiti emittenti “critici” quelle società caratterizzate da una più elevata esposizione a rischi ambientali, sociali e di governo societario ossia che presentano un livello di rating di sostenibilità ESG più basso nell’universo di investimento azionario e obbligazionario.

  • Integrazione dei rischi di sostenibilità nel Processo di Investimento

    Selezione degli strumenti finanziari tenendo in considerazione l'integrazione dei rischi di sostenibilità all'interno del Processo di Investimento dei patrimoni gestiti

    • Integrazione di fattori ESG: integrazione di fattori ESG nell’analisi, selezione e composizione dei patrimoni gestiti (cd. “ESG Integration”) con l’obiettivo di costruire, nel rispetto di prassi di buona governance, portafogli caratterizzati da (i) uno “score ESG” superiore a quello del relativo universo di investimento (cd. “ESG Score Integration”); (ii) processi di selezione degli investimenti basati su peculiari criteri positivi e negativi previsti dalla documentazione di offerta, come nel caso di prodotti Etici e tematici (cd. “Thematic Integration”); (iii) processi di selezione degli investimenti basati su criteri di investimento sostenibile ai sensi del Regolamento SFDR; tale obiettivo viene raggiunto investendo in emittenti le cui attività contribuiscono ad uno o più obiettivi di sviluppo sostenibile, quali i Sustainable Development Goals (SDG) promossi dalle Nazione Unite (cd. “Sustainable Integration”); (iv) processi di selezione degli investimenti basati sullo screening di OICR target, applicabili a prodotti “wrapper”, quali fondi di fondi, gestioni di portafogli retail e unit linked) (cd. “Manager Selection Integration”), a condizione che tali prodotti investano almeno il 70% degli asset in OICR target che promuovono caratteristiche ambientali o sociali o obiettivi di investimento sostenibile; (v) processi di selezione degli investimenti che tengono conto delle logiche di costruzione dei rispettivi parametri di riferimento, identificati in funzione di criteri di tipo ambientale, sociale e di governo societario, a condizione che tali prodotti - quali, ad esempio, i prodotti a Limited Tracking Error e i prodotti indicizzati - investano almeno il 90% degli asset in emittenti presenti nel benchmark (cd. “ESG Index Integration”);
    • Impronta di carbonio: integrazione di modalità di misurazione delle emissioni di diossido di carbonio (CO2) generate dagli emittenti, finalizzate alla costruzione di portafogli caratterizzati da una impronta ecologica inferiore a quella del proprio universo di investimento (cd. “Carbon Footprint”);
    • Obiettivi di Investimento sostenibile: modalità di perseguimento, nel rispetto di prassi di buona governance, di obiettivi di investimento sostenibile (cd. “Sustainable Investments”) attraverso metodologie di selezione degli investimenti finalizzate a (i) contribuire ad obiettivi di sviluppo sostenibile attraverso processi di selezione degli investimenti basati su criteri di investimento sostenibile ai sensi del Regolamento SFDR (cd. “SDG Investing”) (ii) generare un impatto sociale o ambientale insieme ad un ritorno finanziario misurabile (cd. “Impact Investing”);
    • Azionariato attivo: promozione di un’interazione proattiva nei confronti delle società emittenti sia mediante l’esercizio dei diritti di intervento e di voto sia mediante il confronto con le società partecipate, incoraggiando un’efficace comunicazione con il management delle società (cd. “active ownership - engagement”).
  • Monitoraggio degli investimenti

    Controllo nelle fasi di predisposizione degli ordini e di valorizzazione dei portafogli

    I titoli selezionati sono oggetto di un costante monitoraggio.
    L’attività di monitoraggio della coerenza dei portafogli gestiti è presidiata dalla Funzione Compliance, sia attraverso un controllo ex-ante in fase di predisposizione degli ordini sia ex-post in fase di valorizzazione dei portafogli.

I principali soggetti coinvolti nel processo ESG/SRI

Consiglio di Amministrazione

Comitato Sustainable and Responsible Investments previsto per i prodotti ESG/SRI.

Definisce le proposte da presentare al CdA in merito alle tematiche sostenibili e responsabili; monitora le esposizioni dei patrimoni rispetto agli indicatori ESG individuati; presidia il processo di escalation relativo agli “emittenti critici”.

Comitato di Sostenibilità previsto per i prodotti etici.

Collabora con il CdA al fine di assicurare la rispondenza delle scelte gestionali ai principi etici per i prodotti Etici.

Comitato devoluzioni.

Per i fondi appartenenti al sistema etico, sovraintende l'attività di devoluzione e beneficienza.

* I Principles for Responsible Investment (PRI) sono stati predisposti dalle Nazioni Unite nel 2006 con l'obiettivo di favorire la diffusione dell'investimento sostenibile e responsabile tra gli investitori.
I Princìpi sono i seguenti:
1) Incorporazione di fattori ambientali, sociali e di governance nell’analisi degli investimenti e nel processo decisionale;
2) Integrazione di fattori ambientali, sociali e di governance nella politica di azionariato attivo;
3) Richiesta alle società in cui si investe di un’appropriata divulgazione di notizie che li riguardano inerenti i fattori ambientali, sociali e di governance;
4) Promozione, accettazione e implementazione dei Princìpi nella comunità degli investitori;
5) Collaborazione con la comunità finanziaria per migliorare l’efficacia nell’implementazione dei Princìpi;
6) Divulgazione al pubblico delle relazioni su attività e progressi della SGR nell’applicazione dei Princìpi.

 

Per saperne di più visita www.unpri.org.


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